Moodle per l'apprendimento collaborativo

L'attività di formazione in aula può essere molto efficacemente affiancata da un sistema e-learning che permetta non solo di raccogliere, organizzare e distribuire tutti i materiali didattici utilizzati, ma costituire uno strumento insostituibile di interazione con docenti e con gli altri partecipanti, la base più significativa per un efficace apprendimento di tipo collaborativo.

La piattaforma software Open Source Moodle, è attualmente una delle più diffuse e collaudate a livello mondiale, essendo utilizzata, tra l'altro dalle più importanti università nazionali e internazionali. Moodle è un prodotto software per il Content Management System, particolarmente orientato ai bisogni degli istituti di formazione in genere. E’ disegnata per supportare metodologie didattiche basate sul costruttivismo sociale, dove i discenti sono chiamati a co-costruire l’oggetto dell’apprendimento stesso. Pertanto, gli strumenti “social” sono estremamente sviluppati.

MoodMoodlele viene fornito gratuitamente come software Open Source (sottostante alla GPL: GNU Public License). Fondamentalmente questo significa che Moodle è protetto da copyright ma che si hanno molte libertà in più. È possibile copiare, usare e modificare Moodle, basta sottostare a queste condizioni: fornire agli utilizzatori i sorgenti, non modificare o rimuovere la licenza originale e il copyright, e applicare la stessa licenza ad ogni lavoro derivato. L'Open Source garantisce un alto grado di funzionalità e una elevata qualità e sicurezza di funzionamento, resi possibili dai continui miglioramenti apportati al prodotto dalla comunità internazionale di sviluppatori. Moodle può essere eseguito su qualsiasi computer che supporti PHP e con diversi tipi di database (in particolare MySQL).

La parola Moodle era in origine un acronimo di Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment (Ambiente di Apprendimento Dinamico Modulare Orientato agli Oggetti), particolarmente utile per programmatori e teorici dell'educazione.Ma Moodle è anche un verbo, che descrive il processo di vagare pigramente attraverso qualcosa, fare le cose come viene, un bighellonare che spesso porta a momenti di introspezione e creatività. Questa filosofia si applica molto bene al modo in cui è stato sviluppato Moodle e al modo in cui uno studente o un docente possono avvicinarsi allo studio o all'insegnamento in un corso in linea.

Moodle è un opera in lavorazione attiva ed in continua evoluzione. A cominciarne lo sviluppo, nel 2002, è stato Martin Dougiamas dell'università di Perth in Australia (lauree in pedagogia e in informatica), il quale è tuttora a capo del progetto, cui partecipano migliaia di programmatori da tutte le parti del mondo, creando una comunità di sviluppatori e di utilizzatori in continua crescita. Oggi Moodle è utilizzato in 138 paesi del mondo ed è tradotto in circa 70 lingue diverse.La versione più recente di Moodle ha reso Moodle completamente compatibile con i più importanti standard web per l'accessibilità come WAI (W3C), SENDA (UK) e Section 508 (US).

Una importante riferimento del progetto Moodle è il sito web moodle.org, con 75.000 utenti registrati, che fornisce un punto centrale per quel che riguarda l'informazione, la discussione, la collaborazione tra gli utenti di Moodle, che comprendono amministratori di sistema, docenti, ricercatori, instructional designer e, naturalmente, sviluppatori. Come Moodle, questo sito è in continua evoluzione per andare incontro ai bisogni della comunità e, come Moodle, sarà sempre gratis.

Alcune caratteristiche e funzioni utilizzabili :

  • Interfaccia browser a tecnologia non avanzata, e quindi semplice, leggera, efficiente.
  • Sulla home page possono essere inseriti numerosi "blocchi informativi": Descrizione del sito, ultime notizie, utenti collegati con relativo sistema di messaging istantaneo, prossimi eventi, calendario, login con richiesta di utente e password per entrare, contenuti html, glossari, funzioni avanzate di ricerca nel sito, ecc
  • Un account di amministratore controlla, tra l'altro, la creazione di corsi e crea docenti assegnando utenti ai corsi.
  • Ad un account di creatore di corso è solo consentito di creare corsi e di insegnare in essi
  • Sono disponibili diversi tipi di forum, ad esempio quelli solo per i docenti, quelli dedicati alle notizie relative ai corsi, aperti a tutti, ed altri tipi particolari.
  • Promuove una pedagogia costruzionista sociale (collaborazione, attività, riflessione critica, ecc.).
  • Adattabile al 100% delle lezioni on line come anche ad integrare l'apprendimento faccia a faccia.
  • Rilevanti le misure di sicurezza: tutti i moduli sono controllati, i dati convalidati, i cookie criptati, ecc.
  • Nei corsi possono essere caricate (upload) le risorse più varie, per esempio qualsiasi contenuto elettronico (Word, Powerpoint, Flash, Video, Suoni, ecc.), pagine web (testo o HTML), collegamenti ai contenuti esterni presenti sul web, oppure inclusi senza soluzione di continuità all'interno dell'interfaccia del corso, collegamenti ad applicazioni web esterne passando loro anche dei dati, cartelle e sottocartelle di files.
  • Nei corsi possono essere inseriti flessibilmente molti tipi di attività: Forum, Quiz (con tutte le posibili tipologie di domande), Scelte, Sondaggi, Compiti, Chat, Workshop, Diari, Glossari, pagine Wiki, pacchetti SCORM.
  • Sulla home page del corso è possibile visualizzare i più recenti cambiamenti avvenuti in esso dopo l'ultima connessione - ciò contribuisce a dare un senso di comunità
  • Tutti i voti relativi ai Forum, ai Diari, ai Questionari ed ai compiti sono visibili su una pagina (e scaricati come file di foglio di lavoro)
  • Per ogni studente sono disponibili report completi dell'attività relativa alle connessioni ed alla rintracciabilità insieme a grafici e dettagli su ciascun modulo (ultimo accesso, lettura del numero di volte) ed inoltre anche una "storia" dettagliata del coinvolgimento di ogni studente compresi i messaggi postati, gli interventi nel diario, ecc., su una pagina.

Tags: Istituto per l'apprendimento collaborativo, apprendimento collaborativo e KM, Luigi De Bernardis

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